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Tratto da rivista SUB n° 35 di giugno 1987
Nel limpido mare della Sardegna
Le grotte di Capo Caccia
testo e foto di Pierfanco Dilenge
Le alte e suggestive pareti rocciose che circondano la grande baia di Porto Conte si aprono, a una profondità di 10-15 metri, nella montagna. Qui fiorisce una vita suggestiva ed è ancora possibile trovare il corallo rosso.
Spettacolari, impegnative, a volte difficili da raggiungere e da visitare, le grotte di Capo Caccia, in Sardegna, hanno tutto il fascino di un paesaggio sottomarino d'incanto, ma fanno scattare anche la molla della competizione, la voglia di misurare le proprie capacità tecniche e il proprio coraggio. Per il subacqueo sono una delle meraviglie del mare italiano. Partendo dal grande golfo di Porto Conte, uno dei migliori porti naturali della Sardegna, e puntando direttamente sul Capo, ci si imbatte subito in numerosi antri sommersi che si aprono nelle pareti rocciose del costone. Tra questi, una grotta che richiede un certo impegno e quella di Dragumara. Scoperta dal noto sub algherese Gege Russino, secondo alcuni esperti la grotta di Dragumara, prima di essere sommersa dall'acqua, fu abitata dall'uomo. Appena doppiato il maestoso sperone di Capo Caccia aumenta la profondità del fondale, sempre piu roccioso e con acque sempre piu limpide e luminose.
In questo tratto di mare è necessario organizzare accu- ratamente le immersioni, facendo molta attenzione a una insidiosa corrente. Dallo sperone di Capo Caccia, chiamato Punta dell'Asino, sporge la statua di una madonnina, riferimento per un'interessante immersione fotografica su di un fondale, al largo della punta, dove, a -40 metri circa, appare una distesa di grandi ventagli di rosse gorgonie. Il complesso di grotte marine più importante per dimensioni, sviluppo e bellezza si trova proprio sotto Punta dell'Asino: sono le Grotte di Nereo, che, fino ad alcune decine d'anni fa, avevano le volte letteralmeme tappezzate di rami di corallo rosso. E' possibile vedere ancora qualche rametto frugando con la torcia elettrica nei cunicoli più stretti: si sono salvati soltanto perché inaccessibili. L'ampio ingresso della Grotta di si apre a 15 metri di profondità ed e esposto a nord-ovest. Il percorso, lungo il grande cunicolo sommerso, é completamente al buio e si snoda all'interno della montagna di Capo Caccia per circa 250 metri, sino all'uscita, che è situata a 35 metri di profondità. Naturalmente, e consigliabile effettuare l'immersione accompagnati da un sub che già conosca il percorso ed é necessario munirsi di un faro di discreta potenza, anche per poter scoprire gli anfratti nascosti e le moltc specie che abitano la grotta. Si possono osservare pomodori di mare e, sul fondo fangoso, alcuni stupendi Cerianthus, di notevole dimensione, raggruppati in pochi decimetri quadrati: un'occasione unica per scattare foto di sicuro effetto. Un'altra cu riosità della grotta sono le colonie di piccoli gamberi, i Parapandalus narval, e gli esemplari di Stenopus spinosus.
Lungo questo trarro di costa rocciosa, specie nei mesi tranquilli, cioè quando il traffico di barche non é incessante, la pesca subacquea puo riservare buone soddisfazioni: a 20 metri circa di profondità alcune tane sono ancora abitate da cernie e saraghi e l'aspetto ai dentici, nelle ore più appropriate e al riparo di scogli e posidonie, permette di mettere a frutto buoni carnieri. Ma non e tutto. La zona di Alghero, infatti, e sempre stata famosa per le grosse spigole, che, con un po' di mare, salgono verso la superficie per cercare cibo tra i frangenti. Proseguendo oltre, un po' più verso il largo, si trova la Foradada, un'isola rocciosa caratterizzata cla un grande tunnel che l'attraversa da parte a parte. Le immersioni più interessanti si effettuano però sotto costa, specie nel tratto che va da Cala d`Inferno fino all'Isola Piana, che, da lontano, sembra fare corpo unico con le vertiginose scogliere della zona. Questo e un ottimo terreno di caccia per apneisti grazie alle favorevoli caratteristiche del fondale roccioso, che scende verso il largo in una successione di cadute.
Sempre dalla baia di Porto Conte parte poi, in direzione di Alghero, un altro itinerario subacqueo, altrettanto bello e interessante: inizia da Punta Giglio (quella opposta a Capo Caccia) e prosegue sino a Punta Galera. La costa si snoda con alte pareti rocciose che proseguono anche sott'acqua, dove, nella fascia fra i 10 e i 15 metri, si aprono un'infinita di grotte, veramente belle e ricche di sorprese, con scorci e giochi di luce estremamente suggestivi.
Una grotta particolarmente interessante si trova al centro della cala tra Punta Giglio e Punta Galera. Si entra da una grande apertura a meno di 15 metri dalla superficie. La parte iniziale del soffitto è interamente ricoperta da una coltre di rametti di corallo rosso con tutti i polipi in fiore: un vero spettacolo. Alla grande volta rocciosa e ricca di vita fa da contrasto il fondo fangoso della grotta: anche una sola leggera pinneggiata solleva una tale sospensione da rendere l'acqua torbida come una zuppa. E' l'habitat di affascinanti organismi floreali, tra i più belli del mare: illuminati dal fascio della lampada, gruppi di Ceriahthus spuntano dal fondo, prprio come fiori dalle vivide corolle. In effetti, quanto si vede sono solo i tentacoli espansi e fluttuanti di un animale che vive ritirato in un robusto tubo flessibile ben infossato per parecchi centimetri nel fango. Un altro abitante della grotta e la Retepora beniamina, la Rosa di mare, che ben si adatta a vivere in assoluta oscurità, ornando così le pareti con i suoi finissimi e delicati merletti dalle sfumature rosate. Continuando la perlustrazicne della grotta si arriva a scoprire un cunicolo, non molto lungo, che si sviluppa all'interno della montagna seguendone il percorso si riemerge in una camera asciutta sufficientemente ventilata e con lo spazio necessario per togliersi l'autorespiratore. A piedi, poi, guidati dalla luce di una buona lampada, si segue per alcuni metri un sentiero argilloso, tra una suggestiva successione di stalattiti.
Non si può non pensare alle madrepore e ai coralli multiformi, popolati da variopinti pesci che hanno dato fama ai mari tropicali. Ma non solo quelle acque lontane sono state cosi privilegiate. Anche nel nostro Mediterraneo, come fiori di un grande giardino sommerso, sbocciano forme viventi dai mille colori e proprio qui, nei fondali di Capo Caccia, i subacquei possono ancora scoprire e ammirare spcttacoli suggestivi e indimenticabili.
Pierfranco Dilenge
NOTIZIE UTILI
Due sono le soluzioni per raggiungere la splendida baia di Porto Conte: in traghetto fino a Porto Torres e poi da qui in auto, oppure in aereo fino all'aeroporto di Alghero Fertilia e da qui in autobus. Direttamente sulla grande baia di Porto Conte sorgono alcuni alberghi di confort elevatissimo. Eccoli: Hotel Baia di Conte (tel. 079/952003) cat. quattro stelle; Hotel El Faro (tel. 079/ 942010) cat. quattro stelle; Hotel Capo Caccia (tel. 079/946535) cat. tre stclle; Hotel Porto Conte (tel. 079/942036) cat. tre stelle.
Per fare immersioni e poi possibile rivolgersi a Marco Busdraghi, fotografo subacqueo e guida sub. Per accompagnare gli appassionati, Busdraghi dispone di un maxi gommone di più di 5 metri, con motore Yamaka da 85 Hp. Ogni giorno organizza due escursioni, una al mattino e un al pomeriggio, e può fornire anche bombole, piombi, torce e ricarica. Busdraghi conosce questo tratto di costa centimetro per centimetro ed e quindi in grado non solo di condurre i sub nelle varie grotte, ma anche di portare i fotosub a scoprire gli scorci più suggestivi. Essendo anche un pescatore, Busdraghi chi desidera cimentarsi nella tecnica dell'aspetto nei posti migliori por fare qualche cattura. Per ulteriori informazioni: Marco Busdraghi, via Don Deroma 17, Alghero, tel. 079/974xxx, telex. 792011 AGRI-TOUR 1.
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Porto Conte o Baia di Porto
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dai
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di tutto il Mediterraneo.
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