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ITINERARI SUBACQUEI

DA ALGHERO A PORTO FERRO

di Giuliana Treleani

da Mondo Sommerso n° 10 - ottobre 1965

Ecco un itinerario che offre agli appassionati svariate possibilità: sott'acqua si trova uno dei più entusiasmanti e vari campi di pesca dove sia il principiante che il profondista possono realizzare ancora dei buoni bottini; in superficie è possibile visitare centri ricchi di tradizioni, località alla moda o ancora tutte da scoprire

IN Sardegna, Alghero è senza dubbio il paese più attrezzato per ricevere le grandi correnti del turismo. Situata un po' a sud della omonima rada, si affaccia sul mare aperto; possiede un bel porto, piccolo, ma sicuro e riparato, assai trafficato dai pescherecci e dalle gaie e colorite barche dei corallini. Con l'arrivo dell'estate le barche da pesca si dividono l'attracco alla banchina con i cruisers e i panfili che pongono Alghero come tappa d'obbligo delle loro crociere. La visita alla cittadina vi riserverà continue sorprese: le strette e caratteristiche stradine, le mura ed i torrioni spagnoli, le passeggiate a mare, la cattedrale in stile aragonese, susciteranno la vostra ammirazione.

Ma d'altronde non poteva essere diversamente, trattandosi di in centro assai antico carico di storia e tradizioni. Sono molte le comitive di subacquei che atterrano all'aeroporto di Fertilia che dista 10 Km ed è collegato giornalmente con Roma, Cagliari e Milano, richiamati dai vari ed entusiasmanti itinerari di pesca, oltre che dalla possibilità di visitare località "tutte da scoprire". Naturalmente giungendo in aereo sarà pressoché impossibile disporre di un proprio battello di cui servirsi per recarsi nelle zone di pesca. Si possono però affittare barche ad Alghero oppure nel porticciolo di Fertilia; in genere sono solidi battelli di 7-8 metri capaci di ospitare molti subacquei e la loro ingombrante attrezzatura. Il costo di tali barche va dalle 10 alle 12 mila lire a! giorno.

E' consigliabile trattare il prezzo prima di imbarcarsi e fare patti chiari con il capobarca. TI maestrale, il ponente ed il libeccio sono i venti che battono con frequenza il tratto di costa che tratteremo e che va da Alghero a Porto Ferro; per ripararci da essi abbiamo i porti di Alghero, Fertilia e quello naturale di Porto Conte, tutti adatti per barche di qualsiasi tipo. Come punto di partenza delL'itinerario subacqueo prendiamo il porto di Alghero dove una battuta lungo le due dighe e sulla secchetta del traditore frutterà, specialmente se compiuta di notte, orate e spigole.

Dirigendoci da Alghero verso Nord-Est il primo tratto di costa si presenta formato da una lunga distesa di spiaggia, occupata da stabilimenti balneari, capanni ed ombrelloni. Non tutta la fascia sabbiosa è riservata alle costruzioni; piü della metà della area della spiaggia è occupata nell'entroterra dalla pineta di Mariposa e dalla macchia Sarda.

Questa oasi di verde è sede di un camping organizzato per cui sarà oltremodo comodo al subacqueo piantare la tenda a Mariposa, per la facilità con cui potrà accedere alla spiaggia ed al mare. In verità una battuta in questa zona non sarà eccessivamente fruttuosa. Dopo un breve tratto sabbioso, parallelo a tutta la spiaggia, il fondale appare formato da rocce frammiste a banchi di alghe ad una profondità dai 3 ai 9 metri e a 500-1000 metri da riva.

Gronghi, murene,e polpi nonchè labridi resistono ancora agli attacchi dei numerosi subacquei, mentre i saraghi sono quasi scomparsi o spaventatissimi fuggono ala vista del sub. Quasi per caso tuttavia si può scoprire ancora qualche tana di saraghi nelle spaccature del fondo algoso. Scostando le alghe che nascondono !'ingresso può anche rivelarsi una tana abbastanza spaziosa da accogliere saraghi sui 700 grammi. Cercando con pazienza possiamo scoprirvi altre tane simili alla prima, ultimo rifugio per i saraghi di questa zona.

Questo tratto di costa è conosciuto

Lo scoglio della Maddalenetta emerge a circa 1000 metri da riva, quasi al centro della fascia di spiaggia ed è sovrastato da un fanale di segnalazione colorato a strisce bianche e nere orizzontali. Tutt'intorno si trova fondale basso di roccia, con qualche polpo e labride e con un pò di fortuna si può incontrare qualche spigola, che sarà onor vostro catturare. Circa 200 metri al largo delta Maddalenetta, dirigendovi verso Nord, si trova un fondale di 14-16 metri a prima vista algoso. Anche qui bisogna pinneggiare parecchio finché non si trova un raggruppamento di sassi con tane di saraghi e corvi.

Giungiamo così a Fertilia; il paese the dista 5 Km da Alghero, di recente costruzione e abitato dai profughi giuliano-dalmati possiede un simpatico porticciolo situato sullo sbocco dello stagno di Calich. E' senz'altro consigliabile immergersi nelle acque antistanti il porto perché potremo incappare in branchi di cefali e spigole in entrata ed in uscita dallo stagno. Sotto la testata del molo, un fortunatissimo subacqueo ha catturato nella stessa spaccatura un'orata di 3 Kg ed una spigola di 2.

Circa 500 metri al largo di Punta Gall, così è denominato il promontorio su cui è costruita Fertilia, si incontra per un raggio di 100 metri fondale di sabbia, roccia ed alga, profondo 11-18 metri, con tane strette e lunghe dove è necessaria la torcia e fucile lungo. Si possono pescare murene, labridi, saraghi non grossi, e verso la stagione di settembre-ottobre cernie sui 4-7 chilogrammi.

Spesse volte si notano qui passaggi di dentici ma è difficile incontrarli in tana. Prima di lasciare Fertilia Segnaliamo l'opportunità di una interessante visita al ponte romano, posto nelle vicinanze del porte, e la presenza vicino at paese di un ostello della gioventù assai comodo per far da base alle comitive dei subacquei, che potranno sistemare tutta la loro complicata attrezzatura, e raggiungere facilmente le zone di pesca.

Partendo dal porto di Fertilia incontriamo, fino alla Punta Nera (Punta Negra), costa abbastanza alta, interrotta solo da una piccola spiaggetta, in gran parte sassosa, dove si recano i bagnanti di Fertilia.

Sottocosta e fino a 200 metri da riva vi è basso fondale di 3 e 5 metri di roccia calcarea ricoperta di alghetta, con tane piccole e comunicanti. Si trovano qui delle spigole che amano rintanarsi sottocosta in piccole buche.

Oltre alle spigole si trovano gli onnipresenti labridi, cefali e qualche denticiotto. Più al largo vi è alga e sabbia, 300 metri fuori di Punta Nera troviamo ancora rocce con tane a bassa profondità e quindi adattissime ai non profondisti. Oltrepassata la Punta Nera, la costa si ritira in un piccolo seno racchiuso all'altra estremità da Capo Galera. Assai suggestivo dal punto di vista panoramico, questo tratto di costa è uno dei più conosciuti della Riviera del Corallo, la zona che va da Alghero a Capocaccia. Infatti .oltrepassata la Punta Nera si apre alla vista la bianchissima spiaggia delle Bombarde, sovrastata da una folta pineta. Un tratto di mare antistante la spiaggia è quindi frequentato da motoscafi che trainano sciatori, barche e barchette di tutte le dimensioni. Non manca proprio niente in questo angoletto di paradiso! Anche il colore del mare è particolare: azzurro chiarissimo the poi diventa blu intenso; la acqua però è freddina anche in estate; probabilmente nelle vicinanze sbocca qualche sorgente che è anche origine dell'acqua eccezionalmente limpida.

Oltrepassate le Bombarde, trascurabili dal punto di vista subacqueo, dirigiamoci nella zona compresa tra il vecchio Lazzaretto e Torre Galera. Il fondale è sempre basso, 5 metri at massimo: lungo la costa vi sono degli scoglietti intorno ai quali s'incontrano facilmente spigole e qualche orata.

Da Torre Galera la costa risale dolcemente e si inizia a vedere la particolare conformazione costiera the caratterizza buona parte della rimanente zona da trattare: la Galera, tipicamente impervia e tanto più suggestiva ed appassionante. Nel ridosso che incontriamo prima di Capo Galera, a nove metri di profondità ed a 100 di distanza dalla costa, vi e una particolare roccia fatta a tetto spiovente, che forma una tana stretta e lunga, l'imboccatura è piccola, in quanto chiusa ai lati da due massi; sul fondo si notano le sagome scure dei corvi e quelle argentee dei saraghi. Non sono di grandi proporzioni, ma oltrepassano il mezzo chilo, inoltre presentano la simpatica particolarità di farsi trovare assai di frequente nello stesso luogo, nel quale evidentemente si trovano molto sicuri.

come l'eldorado del corallo: l'oro rosso abbonda a quota meno cento

Duecento metri al largo di Capo Galera vi è una zona di roccia che arriva sui 16 metri, con tane di saraghi e cerniotte: vi è anche la possibilità di sorprendere qualche ricciola e dentice. Oltrepassato Capo Galera diamo l'addio ai bassi fondali ed entriamo immediatamente in una zona dove i profondisti potranno finalmente sfogarsi. Al largo della piccola insenatura chiamata porto Agra vi è fondale di 12 metri con roccia.

Costeggiando, troviamo adesso un fondale con scarpata dai 17 ai 23 metri; l'acqua è limpidissima e la roccia calcarea vi dona una particolare colorazione. Anche fuori dell'acqua vi e un bello spettacolo: la ripida falesia calcarea scende a picco sul mare, e sul colore grigio ferro della roccia spiccano verdi macchie di rada vegetazione.

Porto Conte è ormai famosissimo quasi come Capri o Taormina; tutta la costa della baia è stata valorizzata e ora vi sorgono ville e alberghi, e numerosi panfili trovano già uno splendido rifugio naturale.

Tantissime sono le attrattive della zona, come la spiaggia e la pineta di Mugoni, le torri saracecene, le calette tranquille e riparate, la visita alle grotte, e lo spettacoloso panorama dello scosceso Capo Caccia.

In tutte le località che abbiamo fin qui citato si può giungere comodamente con la macchina, per cui si può capire come sia frequentata l'intera zona. Nella rada di Porto Conte la zona più interessante dal punto di vista subacqueo è parte della costa orientale e quasi tutta quella occidentale. La parte orientale, cioè quella in continuazione di Punta Giglio, ha un aspetto abbastanza frastagliato e perde la conformazione a falesia. Il fondale è nuovamente basso o abbastanza spopolato dai numerosi turisti che frequentano la zona, e che naturalmente fanno della pesca subacquea il loro sport preferito. Sott'acqua è presente sempre la roccia calcarea, che forma tane strette ed in comunicazione, per cui anche i pochi saraghi e spigole che ancora si possono incontrare sono di difficile cattura.

Non è raro scoprire qualche zona di pesca completamente vergine

Su di un piccolo promontorio sorge l'Hotel El Faro, elegantissimo e frequentatissimo, vicino l'Hotel vi è un moletto dove possono attraccare barche di pescaggio non superiore al metro e mezzo. Più internamente alla rada, cioè tra il centro della spiaggia di Mugoni e Punta Banchetto è stata scoperta una zona di pesca completamente vergine, che anche oggi solo pochissimi hanno visitato. Si tratta di trovare in un fondo algoso delle tane di saraghi che in genere sono poste al limite della zona di alga, prima di un occhio di sabbia. Se poi si vede il sarago sparire dietro la vegetazione, sarà facilissimo scovare gli altri.

Vi è inoltre basso fondale, massimo Sette metri e perciò accessibile a tutti. Oltrepassata la spiaggia di Mugoni, dove si può fare anche camping, la costa si mantiene bassa. Oltre Punta Banchetto vi è da vedere i resti di una villa romana e qualche cosa di questa si trova anche in acqua. Tra Punta Banchetto e Punta Timidone vi sono bassifondi adatti soprattutto a spigole e a cefali.

Dopo la punta Timidone vi è un tratto di costa alta; per cui anche il fondale è maggiore con tane di saraghi e corvine sugli 8-10 metri. Inoltre dopo punta Timidone fino a Tramariglio vi è anche una zona dove, specialmente di sera, si può incappare in orate anche grosse. Tramariglio, una volta tristemente famosa per il penitenziario, ha ora la funzione di accogliere nella sua cala sabbiosa molti turisti Da qui fino a Capo Caccia e oltre, predomina la falesia, molto più accidentata che non nella zona di Punta Giglio, per cui avremo splendidi spettacoli panoramici. come quelli che si ammirano a cala Bollo oppure trovandoci sotto la ripidissima parete di Capo Caccia. In questo tratto di costa abbiamo fondali dai 7 ai 17 metri con acque fredde e limpidissime. Cattureremo qui saraghi, cerniotte, labridi e ricciole di non grandi dimensioni. Spessissimo lungo la parete della falesia si aprono grotte semisommerse dove il sole giuoca con scherzi di luci ed ombre.

E' possibile anche incontrare qualche foca. Proprio sotto Capo Caccia alta 200 metri, sormontata dalla costruzione del faro, abbiamo fondali da autorespiratori, in quanto la parete sprofonda in un blu intenso. Nelle tane sotto costa si trovano cernie grosse; Capo Caccia è inoltre assai conosciuto dai pescatori di corallo che fino ad ora vi hanno fatto cospicui bottini. Doppiando il capo e procedendo notiamo l'ingresso della grotta di Nettuno, che e collegata ad Alghero da vaporetti e alla quale si può accedere da terra mediante l'ardita costruzione della "Scala del Cabirol". Anche qui come può avanti, il fondo proprio sotto costa è proibitivo per i non esperti; oltre ad essere pauroso è soggetto vile correnti e a volte è visitato dai pescecani, per cui è bene essere prudenti ed avere la barca appoggio sempre vicina.

Prima di giungere a Cala Inferno lasciamo sulla sinistra l'isola Foradada così chiamata dalla galleria che attraversa e dove possono passare piccole barche. Nella baietta di Cala d'Inferno si può scendere a terra, poiché vi sono i massi franati dalla parete. Dopo Punta Ferraro fino all'isola Piana la costa è sempre ripidissima con alti fondali. Sul fondo troviamo i massi accostati, che si sono staccati per frana dalle pareti e che offrono riparo a grossi saraghi, corvi e dentici sempreché si riesca ad intanarli. Si pescano anche aragoste. Soprattutto nelle tane, anzi per meglio dire caverne, sottocosta ove una volta vi era anche del corallo, si puó trovare la cernia anche grossa. Il mare è sempre limpido tranne quando è terminata da poco qualche forte maestralata, in seguito alla quale l'acqua può intorbidirsi.

L'isola Piana è un isolotto grosso ed alto, intorno al quale vi è fondale pressoché deserto, grazie all'opera dei bombardieri. Tra l'isola Piana e Punta dei Leoni vi è fondale un pò più basso anche sui 6 metri dove sono state catturate belle aragoste e dentici.. Da Punta Leoni a Punta Gessiere, la costa raggiunge la maggiore altitudine con i 326 metri di Punta Cristallo.

Portandovi in barca il fucile da caccia potrete sparare agli enormi condor che volteggiano minacciosi in prossimità delle cime più alte di questa zona impervia. In acqua poi questo tratto vi riserverà altre piacevoli sorprese, offrendovi banchi di grossi dentici e ricciole, saraghi e murene. Il fondale roccioso è sempre calcareo, con tane ben definite.

Con punta delle Gessiere la Costa si ritira quasi bruscamente e diminuisce di altitudine. Si apre alla vista tin tratto di costa uniforme e poco frastagliato, che si ritira ulteriormente nella insenatura sabbiosa di porto Ferro; l'ansa e dominata a nord dal grosso e tozzo promontorio dell'Argentiera. Ci si offre adesso una zona di pesca assai fruttuosa, dove troviamo fondali varianti dai 4 ai 12 metri. Si fanno soprattutto ottimi carnieri di pesce bianco; è rara la cernia. Sul tondo troviamo massi accatastati grossi e piccoli con tane facili. Sia sui fondali di 4 metri come su quelli di 12 metri, che troviamo a 150-200 metri da terra. si cattura lo stesso pesce, cioè saraghi grossi, cefali, corvi, mentre sotto Costa è pin frequente Ia spigola.

Una caratteristica di questa zona è l'andamento parallelo di certi ammassi rocciosi che presentano tane strette e profonde. a pin strati sovrapposti, che giungono a pochi metri dalla superficie. In genere l'imboccatura delta tana e una stretta fessura, ma introducendo la testa nell'oscurita si può scorgere sul fondo lo sfilare di elegantissime spigole grossi saraghi. Si deve avere perciò fucile a tiro lungo, perché come ho detto le tane si sviluppano in profondità. Chi ha buon occhio per catturare polpi, ne può catturare parecchi, in un fondale di ciottoli bianchi, dove essi amano confondersi.

Circa nel mezzo tra torre Porticciolo e Torre Bantine Sale vi è un susseguirsi di tre piccole anfrattuosità, dove potremo ancorare la barca e nello stesso tempo visitare il fondale limitrofo abbastanza pescoso. E', necessario perô stare particolarmente attenti in quanto è stata segnalata la presenza di qualche pescecane. Cernie ne sono state catturate, ma poche. Una grossissima è stata avvistata a 15 metri di profondità, circa 200 metri in fuori daila prima anfrattuosità.

I Club subacquei di Alghero organizzano qui una gara all'anno, ed ogni volta i concorrenti riportano grossi carnieri. Porto Ferro, dove non vi è alcun attratto (anzi è una località espostissima ai venti di maestrale e libeccio che entrano con viotenza), è chiuso da due punte sulle quali si ergono la già citata torre di Bantine Sale a sud e torre Nera a nord. Circa a 500 metri dalla spiaggia troviamo un susseguirsi di ammassi rocciosi con saraghi e cerniotte. Si può accedere con la macchina sia at lato sud che a quello nord della spiaggia, e mettere in acqua i battelli pneumatici.


Chi era Giuliana Treleani

Giuliana faceva parte di una famosa famiglia di subacquei residenti a Cagliari. Erano molto conosciuti negli anni '60 per le numerose partecipazoni ai campionati di pesca subacquea sia sardi che nazionali e di cui il fratello Guido ha vinto i Campionati Italiani nel 1963 alle isole Tremiti. Viene a mancare giovanissima a soli 26 anni per un incidente d'auto nel dicembre del 1971. Era una conosciutissima subacquea soprattutto per essere stata nel lontano 1965 la prima recordwoman ad avere stabilito con la profondità di 31 metri, il record femminile di discesa in apnea in assetto variabile ( la specialità per intenderci di Maiorca, Mayol, Pipin, Pellizzari etc.) ed in antagonismo con l'americana Evelyn Petterson, lo aveva ribattuto negli anni 1966, 35 mt, e 1967, 45 mt, ultimo record che dopo un lunghissimo periodo venne infine superato solo nel 1982 dalle sorelle Patrizia e Rossana Maiorca con 50 mt. Era all'epoca quindi una delle poche donne nonchè la più giovane collaboratrice di Mondo Sommerso.

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