Adventure Diving - Scuba Diving Sub Center - Scuola Subacquea ad Alghero & Porto Conte - Sardinia - Italy
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Tratto da Mondo Sommerso n° 176 febbraio 1975
Sardegna il turismo spelo sub crea nuovi motivi per andare sott'acqua
Le Cattedrali di Capo Caccia
Servizio di Paolo Curto
Alghero, Capo Caccia, Punta Cristallo, Isola Foradada. Nomi notissimi, che hanno sempre esercitato sui subacquei italiani e stranieri un irresistibile richiamo, fin dagli anni d'oro della scoperta del fondo marino, gli anni cinquanta, e anche molto prima.
Alte, maestose pareti a picco sul mare, per miglia e miglia, con punte massime di oltre trecento metri che costituiscono l'habitat ideale per l'avvoltoio grifone (Gyps fulvits) che qui sopravvive ancora in numero ormai esiguo, forse una dozzina di esemplari. Accade spesso, infatti, soprattutto se si passa in barca sotto Punta Cristallo o la Torre di Pegna, di scorgere altissimi nel cielo questi grandi rapaci impegnati in eleganti planate circolari che in genere terminano negli inaccessibili nidi sullo strapiombo.
Questo gigantesco tavolato carsico di calcare, formatosi nel Cretaceo Superiore (più di 70 milioni di anni fa!) degrada verso oriente fino alla vallata di Tramariglio. oggi provvidenziale zona di ripopolamento boschivo e dove vive quasi indisturbata una grande varietà di selvaggina compreso il cinghiale.
Per la sua natura, la costa presenta, specialmente in prossimità della superficie marina, numerosissime cavità, inghiottitoi e grotte in gran parte ancora sconosciute e inesplorate. Si può immaginare l'intero massiccio traforato e percorso in ogni direzione da innumerevoli caverne le cui imboccature sono spesso celate dalla folta macchia o da frane the rendono impossibile il praticarle o addirittura il sospettarne l'esistenza. Non è raro trovare delle grotte di grande interesse, semplicemente scalando le roccie vicino al mare.
Le variazioni del livello del mare hanno fatto sì che la costa emersa, in un'epoca non troppo remota si trovasse sott'acqua, come è documentato dalle tracce rinvenute presso la Torre di Porto Conte di litòdomi, organismi marini che col tempo riescono a perforare il sottofondo roccioso su cui vivono. D'altro canto, la parte ora immersa, una volta si trovava all'asciutto, come attestano sifoni e stalattiti sommerse. A parte il fatto che sulle rupi scoscese sono ben visibili in alcuni tratti i segni lasciali dal bagnasciuga nei diversi periodi geologici.
Come risultato evidente di queste erosioni abbiamo l'esempio spettacolare della Grotta di Nettuno, da tempo attrezzata turisticamente accessibile dal mare ed anche da terra, tramite l'Escala del Cabirol che conta più di 700 gradini. All'interno, il Lago Lamarmora, uno specchio magico lungo 120 metri. il più esteso lago sotterraneo d'Italia, crea un inverosimile gioco di luci e di riflessi. Termina con una spiaggetta incantevole dove nel 1957 fu vista per l'ultima volta in questa zona la foca monaca, che adesso, in Sardigna, esiste soltanto nel Golfo di Orosei. In tempi abbastanza recenti la Grotta di Nettuno ne ospitava una prospera colonia, ma ora pescatori e turisti con le loro barche a motore hanno definitivamente sloggiato questi rari pinnipedi. Tuttavia, considerando che la grotta rimane a tutt'oggi in parte inesplorata, potrebbe darsi che in qualche remoto cunicolo comunicante con l'esterno mediante un'apertura subacquea la foca monaca possa vivere e riprodursi; cosa che sembrerebbe debolmente comprovata dal ritrovamento di qualche anno fa, da parte di uno speleologo, dello scheletro di una foca adulta morta pochi mesi prima. Ma ci sono altre bellissime grotte: la Grotta Verde, per esempio, anch'essa accessibile al turista. La sua spiccata colorazione verdastra si deve a muschi e licheni che rivestono le più grandi stalattiti e stalagmiti sulle quali il sole mattutino batte con effetti di grande effetto scenografico. L'immenso imbuto termina in un sifone di acqua salata ripetutamente esplorato da parecchi speleosub, alcuni dei quali speravano di trovare la comunicazione col mare o addirittura un collegamento (che probabilmente esiste) con la Grotta di Nettuno distante in linea di aria solo alcune centinaia di metri. Come quella della Dragumara e alcune altre, la grotta Verde fu abitata dall'uomo primitivo. Meno conosciuta la grotta detta dei Pizzi e Ricami, dalla Parte di Porto Conte (il Portus Nympharum dei romani), che si apre pochi metri sopra la superficie del mare. Si sviluppa in due strati comunicanti fra loro per mezzo di una specie di botola: superatala, la parte superiore si presenta come un labirinto di candide concrezioni calcaree che si sbizzarriscono in grovigli astratti. Resta impressa l'Isola Foradada attraversata a livello del mare da una enorme grotta naturale da cui il nome che significa forata). Sulle sue rupi nidifica la maggior parte degli uccelli marini della zona, soprattutto gabbiani. cormorani e piccioni selvatici. Quasi tutte le altre grotte della zona sono pressoché sconosciute anche alla gente del posto, e certamente molte altre sono ancora da scoprire.
Ma le caverne forse più entusiasmanti si trovano sotto la superficie del mare. Un dedalo di grotte piccole e grandi. una serie dl cunicoli, molti percorribili anche in apnea, conducono a stupende grotte con aria. Una di queste ci apre un centinalo di metri a nord dell'entrata della grotta di Nettuno. Superato un corto sifone alla base di un grande spacco, ci sbuca in una caverna all'asciutto lunga parecchie decine di metri. Un'altra volta piena d'aria è raggiungibile dopo aver percorso un cunicolo largo e piatto per circa quaranta metri con stalattili sommerse e con qua e là sul fondo le famose "marmitte dei giganti" : buche scavate dal movimento di un ciotolo.
Fra le grotte sommerse, quella di Nereo forma il complesso ipogeo forse più esteso del mondo e al quale si possono paragonare solo le "buche azzurre" dell'isola di Andros, nelle Bahamas. I "subacquei che contano" la conoscono, soprattutto i corallari "anziani", che ci son passati tutti nella speranza di trovare ancora l'oro rosso. La grotta infatti era una volta costellata di magnifico corallo, il migliore mai pescato. Nell'estate del 1957 ( forse anche perché era opinione comune che il corallo non crescesse in grotta, al buio) la cavità non fu esplorata subito dai famosi corallari che erano già in azione lungo la costa. E cioò permise a Mario Musu e Piero Solaini - che si aggiudicano il merito di averla scoperta - di avere per primi la stupenda visione del corallo in controluce sulla volta dell'entrata principale. Staccarono rami tozzi rossi e tozzi, ventagli di 400-500 grammi, che fruttarono un 40% di corallo di prima scelta, un 50% di seconda e solo un 10% di terza. Manco a farlo apposta capitò ancora a Musu di essere presente un paio di anni fa, alla scoperta di un giacimento di corallo fossile, a 18 metri di profondità a 70 metri dall'ingresso grande.
I due grandi ingressi delta Grotta sommersa di Nereo si aprono sullo sperone di Capo Caccia. Appena entrati ci si meraviglia di come la parete e la volta siano fittamente rivestite da un variopinto giardino di spugne. coralli e infiniti altri vertebrati. Appena oltre ci si trova in uno scenario fiabesco: sembra di essere in una immensa cattedrale. Ci inoltriamo. La paura prende a poco a poco, si insinua in noi con un brivido. allorché cominciamo a sentirci oppressi da quella solenne grandiosità, intimoriti da quei fantastici colori azzurri del controluce, incorniciato dai dentellati contorni del nero più profondo. Le torcie saettano inquiete qua e là mentre le loro sciabole di luce non riescono ad intercettare la parete si perdono nel vuoto di sconosciute gallerie. Al centro si apre un cunicolo da incubo, un meandro terrificante dove neppure i pesci sembrano osare inoltrarsi. Un percorso di 310 metri ci collega all'uscita piccola a 35 metri e dall'altra parte del promontorio. Lo profaniamo. A questo punto l'inconveniente più banale può costare caro. Al ritorno, l'entrata ci appare lontanissima. E' la porta per il cielo liquido, oltre il quale c'è il sole.
Paolo Curto
Come visitare queste cattedrali
Nella splendida baia di Porto Conte, presso Alghero, al centro della più spettacolare costa della Sardegna. dalla prossima estate entrerà in funzione il Centro internazionale di immersione diretto da Paolo Curto. collaboratore di Mondo Sommerso). Il Centro, che funzionerà ininterrottamente. avrà il compito di insegnare ai neofiti la tecnica dell'immersione e l'uso dell'autorespiratore ad aria facendo pratica in mare e di far conoscere a coloro the sono già esperti gli azzurri fondali e le meravigliose grotte sommerse del massiccio di Capo Caccia e dintorni, illustrate in questo articolo.
Il Centro Internazionale di Immersione metterà a disposizione degli allievi a dei clienti materiale moderno e nuovissimo: bombole, erogatori, Mute, maschere, pinne, piombi. torce ecc. compresa l'imbarcazione. Sono previsti sei giorni di immersione alla settimana Il prezzo - che comprende attrezzatura. imbarcazione e ricariche ARA - 4 di bre 60.000 alla settimana dal 1 al 30 giugno a dal 1 al 30 settembre Di lire 65.000 dal I luglio at 31 agosto. Si consiglia di prenotare per tempo.
Volendo, e per praticità, Si può alloggiare anche all'Eurotel Capo Caccia. di I categoria, presso il quale il Centro si appoggia. a che si trova a 20 minuti dall'Aeroporto di Alghero-Fertilia. Le prenotazioni concernenti il Centro + l'albergo, si possono fare direttamente presso gli uffici dell'Eurotel Capo Caccia - 07041 Alghero (Porto Conte) - telefono (079) 94540/1/2. Le prenotazioni interessate alla sola frequenza del Centro si possono fare direttamente a Paolo Curto - 07040 Fertilia (Sassari tel. (079) 94526. il quale potrà fornire anche maggiori chiarimenti, Una avvertenza. infine durante le immersioni con bombola non si potrà scendere col fucile subacqueo.
le foto di Curto
Per realizzare le immagini di questo servizio Paolo Curto s'è valso di differenti e talvolta speciali attrezzature fotografiche. La foto grande nella pagina precedente è stata ripresa con una Canon FT, obiettivo grandangolare, diaframma 5.6. otturazione 1/125. pellicola Ektacrome X. La foto piccola, accanto al titolo, è stata scattata invece con una Nikon F e flash elettronico che illumino la parte sommersa del soggetto e con l'ausilio di uno speciale oblò pieno d'aria applicato anteriormente alla custodia subacquea Pellicola Ektacrome X 19 Din, diaframma 8. otturatore 1/60. La foto qui accanto è stata realizzata con apparecchio Grafic View II. obbiettivo anastigmatic 89 mm. t/6,3, otturazione I secondo a due flash contrapposti che si può ottenere immergendosi a caduta a aspettando am Dm111 dell'apnea che l'acqua torni immobile. Apparecchio Nikonos. obbiettivo 28 mm. diaframma 11. otturazione 1/60. pellicola Ektacrome X. Nelle due pagine successive: la foto grande di sinistra è dovuta ad una Nikon F, obiettivo 24 mm, flash elettronico a potenza regolabile. diaframma 8, otturazione 1/60, pellicola Ektacrome X. L'immagine in alto è ottenuta grazie ad un apparecchio Canon FT. obbiettivo grandangolare, diaframma 5.6. otturazione 1/125. pellicola Ektacrome X La foto In basso e del tutto particolare la ragazza si trova sopra il pelo del mare): occorre un sitone dalia superficie calmissima che si può ottenere immergendosi a caduta e aspettando ai limiti dell'apnea che l'acqua torni immobile. Apparecchio Nikonos. obbiettivo 28 mm. diaframma 1*. otturazione I i60. pellicola Ektacrome X.
Qualche consiglio per l'immersione in grotta
Da una decina di anni a questa parte l'esplorazione delle grotte sottomarine, un tempo praticata da pochi specialisti che un felice neologismo ha chiamato speleosub, ha richiamato l'interesse di una gran massa di subacquei: prima quelli che operano nel campo scientifico, ora il gran numero dei subacquei che sono sempre in cerca di nuove ed entusiasmanti avventure certe zone di grotte sommerse sono diventate occasione di vero e proprio turismo subacqueo, con tanto di guida e percorsi obbligati.
Per esempio le meravigliose grotte sottomarine che si aprono sul fondale roccioso della stupenda costa del Golfo di Orosei, visitate la scorsa estate da centinaia di sub, sotto esperta guida degli istruttori del Club Vacanze del Villaggio Telis di Arbatax: oppure stupende grotte sottomarine nei pressi di Sorrento, scoperte dagli specialisti del Centro di Immersione di Sorrento, Il cui animatore Guido Picchetti ne conosce i segreti più reconditi. Ora infine la possibilità che si offre ai subacquei di immergersi con Paolo Curto nei labirinti sommersi di Capo Caccia: una esperienza entusiasmante.
L'esplorazione speleologica subacquea è per sua natura una attività densa di incognite e richiede, oltre che una ottima preparazione subacquea, una buona conoscenza dei problemi speleologici, tecniche specialistiche e l'impiego di attrezzature particolari. Le immersioni in grotta in compagnia di guide esperte hanno ridotto al minimo i rischi di queste immersioni: molti subacquei tuttavia, hanno continuato ad affrontare. senza la necessaria esperienza. ricognizioni alle quali non erano preparati e sono rimasti vittime di incidenti gravissimi.
Sarebbe bene all'inizio rivolgere la propria attenzione a grotte già note prendendo spunto da resoconti pubblicati su riviste specializzate: queste letture sono sempre di grande utilità perché ricche di annotazioni sia sugli ambienti che sulle attrezzature e sulle tecniche adottate. In ogni caso consigliamo vivamente di limitare le proprie esperienze alla visita di grotte con imbocco a quote inferiori ai 20 metri inoltrandosi at massimo di qualche decina di metri; il limite può essere indicato dalla scomparsa della luce che arriva dall'imboccatura. Evitare inoltre cunicoli e passaggi di diametro inferiore ai 2 metri. Se si accettano queste limitazioni i rischi di una esplorazione sottomarina non sono maggiori di quelli di una immersione profonda ed inoltre non è necessario ricorrere all'impiego di attrezzature speciali. Sono comunque indispensabili alcuni accorgimenti; quando ci si inoltra in una qualsiasi grotta, anche se all'apparenza sembra non presentare particolari difficoltà, è sempre indispensabile srotolare. man mano che si procede. un robusto sagolone a mo' di filo d'Arianna per far fronte al pericolo che l'acqua s'intorbidi o che s'incontri un dedalo di cunicoli e possa così capitare di non ritrovare la via di uscita. La piombatura deve essere leggermente negativa in superficie, a bombole scariche, e si deve escludere la possibilità di uno sgancio accidentale della cintura zavorrata per evitare di venire di finire incollati sulla volta di un condotto sommerso.
E' opportuno poi impiegare un potente faro per avere costantemente una visione quanto più ampia degli ambienti che si stanno percorrendo ed una seconda lampada di riserva nell'eventualità che la prima vada in avaria. Adottare possibilmente bibombola di notevole capacità munita di doppio erogatore e manometro di controllo.
Quando si è consumato un terzo dell'aria disponibile bisogna tornare subito indietro. La prima ricognizione la si deve effettuare al massimo in due persone che comunque devono procedere sempre a stretto contatto: molti incidenti sono stati provocati proprio dalla confusione causata dall'eccessivo numero di persone. Le grotte sottomarine danno di solito le stesse caratteristiche di quelle terrestri. Talvolta conducono a laghi sotterranei e quindi ad ambienti con aria; in questo caso allora la grotta sommersa viene indicata con il termine "sifone".
L'emersione in un ambiente sotterraneo è sempre un fatto estremamente suggestivo ed emozionante. Quando il sifone non è molto lungo, stretto e tortuoso le acque del lago sotterraneo si sollevano e si abbassano seguendo il moto ondoso del mare. L'aria presente in questi ambienti è in genere respirabile e si trova alla stessa pressione di quella all'esterno. Tuttavia, se il moto ondoso del mare è piuttosto accentuato, Si possono provare delle fastidiose ritmiche compressioni ai timpani: questo significa che il volume degli ambiente è modesto e che le eventuali diramazioni sono poco estese Talvolta la compressione può essere così violenta da imporre continue compensazioni c provoca anche un fenomeno assai suggestivo: l'improvvisa formazione di una fitta nebbiolina nel momento della compressione che poi scompare durante la fase successiva.
Lamberto Ferri Ricchi
Mondo sommerso ha pubblicato numerosi articoli sulle grotte di Capo Caccia: eccoli elencati in ordine cronologico:
I segreti di Capo Caccia (A. Olschki) n° 7 luglio 1969.
Capo Caccia: le meraviglie sommerse (G.Annunziata - L. Ferri-Ricchi) n° 8.9 agosto-settembre 1969.
Sardegna mia (L. Ferri.Ricchi) n° 11. novembre 1970.
Sardegna: nei pozzi sacri della Dragumara (L. Ferri Ricchi) n° 4 aprite 1971.
Adventure Diving Alghero è un Diving Center dove da sempre si possono fare corsi subacquei e di specialità cavern, cave, grotta e muta stagna!!! Inoltre grazie alle nuovissime attrezzature dedicate è possible anche per i bambini e i ragazzi frequentare il corso sub per l'ottenimento del brevetto.
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Porto Conte o Baia di Porto
Conte od anche Golfo di Porto Conte è considerato fin
dai
tempi dei romani strategicamente come uno dei porti naturali più grandi ed importanti
di tutto il Mediterraneo.
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