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PROFONDO ROSSO

Di Raffaella Schiller

da Mondo Sommerso maggio 1989

A questo dono del mare sono state attribuite di volta in volta proprietà diverse, cosi come è stato vario l'uso che ne e stato fatto: apotropaico. medicamento, moneta, amuleto afrodisiaco e fertilizzante, pietra preziosa e oggetto ornamentale. Il "miglior frutto del mare", come lo definivano Greci e Romani, e diventato ai nostri tempi uno dei gioielli più preziosi e piu ambiti non solo dalle donne, in grossa competizione col prezioso e non me-no ricercato oro. Nel linguaggio zoologico, Il corallo è un polipaio del genere Corallium, tipo Celenterati, classe Antozoi, sottoclasse Ottocoralli e Alcionari, ordine delle Gorgonarie, sottordine delle Sckraxonie, famiglia Corallidae. Fino ad oggi, distribuite nei tre oceani, se ne conoscono ben 27 specie: in Atlantico il corallo Maderense, il Tricolor, il Johsoni. il Rubrum tipico del Mediterraneo e lavorabile, il Medea e il Niobe a Sud-Est della Florida. In oceano Indiano il corallo Variabile, l'Halmaheirense, lo Stylasteroides, il Borneese ed il Reginae. In Pacifico, a Nord-Est il corallo Ducale e imperiale, a Nord-Ovest (Hawai) l'Abissale, il Niveum, il Loanense, il Tortuosum, il Regale ed il Secundum, adatto alla lavorazione. Nel Mare del Giapponc e della Cina il corallo Boshuense, il Pusilihum, I'Inutile. il Secundum, il Sulcantum, il Confusum, l'Elatius, il Japonicurn ed il Konojoi, questi ultimi tre lavorabili. La caratteristica che salta subito all'occhio dei coralli lavorabili il colore, che si differenzia a seconda non solo della specie, ma anche del mare e della profondità dove viene pescato.

Di un bel rosso uniforme è quel corallo denominato commercialmente Sardegna (Rubrum), che si può pescare in Mediterraneo dai 40 ai 200 metri di profondità. Rosso scuro o scurissimo il Moro o Aka (Japonicum), che viene pescato dai 200 at 300 metri, in Giappone sino a Okinawa. Mentre da Okinawa sino alle Filippine, sui 250-400 metri, si trova il Cerasuolo o Momo (Etatius), di un rosso che sfuma in arancione notevolmente chiazzato, o il Bokè, dal rosa di varia intensità, conosciuto come la famosa "pelle d'angelo".

Bianco o punteggiato rosso o rosa è il Bianco (Konojoi), che dal Giappone sino alle Filippine viene tolto at mare dai 100 at 200 metri di profondità. Rosa chiaro bianco o rosato punteggiato è, invece, il Midway (Se- cundum) dall'omonimo arcipelago, profondo dai 350 ai 450 metri. Altrettanto abissale, nelle Hawai. dai 400 ai 600 metri, il corallo Garnet dal rosa violaceo con venature rosso granato. Ancora più profondo. sempre nell'arcipelago delle Hawai e sino all'E. Seamounts, dagli 800 ai 2000 metri, il Deep Sea (New Coral) dal rosa brillante con violente macchie rosse, mai uniformi. Ma tra questi coralli il più raro, quello che si potrebbe definire "l'araba fenice", anomalia della sua specie, il Cerasuolo bello o Magai, dallo stupendo colore rosa carico, che risulta ancora piu pregiato della pelle d'angelo. Limitatissimo per quantità. raggiunge prezzi elevatissimi; si pensi che le poche partite di grezzo rinvenute nelle Filippine non superano quasi mai la consistenza di alcuni chilogrammi.

Tra le varietà del corallo asiatico, usato quasi esclusivamente per sculture, lo Scotch, cespo di Satsuma o Cerasuolo. dalle chiazzature bianche così diffuse da essere prevalente sul rosso. Curioso perchè di questi coralli, che non sono certo i più facili da lavorare, l'ultimo scoperto nel '79 è il Deep Sea o New Coral non particolarmente pregiato, utilizzato per palline barilotti, rondelle, cannettine e frange. Altrettanto curioso è il fatto che i cinesi abbiano denominato Miss, paragonandolo per il suo rosa alla carnagione di una adolescente, un corallo delle acque di Taiwan, che invece a Torre del Greco è chiamato "cipollina" per la somiglianza con Ia pellicola che riveste tale bulbo non più fresco!

Il più piccolo dei coralli trovati nel Pacifico è il Garnet, paragonabile a quello mediterraneo, ma dalla resa piuttosto bassa e non molto gradito agli utilizzatori. Il Boke o pelle d'angelo. e invece uno dei coralli più conosciuti e preziosi. Costosissimo specie dopo Ia lavorazione, deve essere perfetto. uniforme e senza difetti strutturali. ma la quantità disponibile n mondo c molto modesta. Rosso ciliegia il Cerasuolo, non di grandissimo pregio. ma adatto ad ogni tipo di lavorazione. specie collane e bracciali, e nei lavori scultura. date le caratteristiche dimensionali. Nel 1980 ne è stato prelevato un cespo a 220 metri di profondità nell'ari di Senkakuretto. mare di Taiwan, di 100 chili lordi, valutato 320 milioni! Il più facile da lavorare è il corallo Bianco, mentre il Moro, l'Aka Sango giapponese è quello che presenta le maggiori difficoltà ed anche il più caro, assieme al Boke per la quantità limitata è il calo di lavorazione (100 grammi di finito da 1 chilo di grezzo!).

In Mediterraneo, attualmente coralli particolarmente buoni, a detta degli esperti, sono il Cavalaire francese. quello di Bonifacio in Corsica. quello Algerino (da Skidda ad Annaba). quello Tunisino (ad est dell'isola delta Galite) quello del Golfo di Napoli, tra i migliori per il colore è quello famosissimo della Sardegna. Il corallo mediterraneo più pregiato è senza dubbio quello di Alghero mentre il più scuro della zona e quello dell'isola Rossa. Capo Marargiu dà i cespi più lunghi di tutto il Mediterraneo fino a 70 centimetri. I prezzi dei coralli grezzi dipendono dalla dimensione dei rami, dalla presumibile resa di lavorazione e dal grado di perfezione estetica a prodotto finito. Fino a pochi anni fa, commercialmente il corallo si divideva in mediterraneo e giapponese. ora si è aggiunto quello dell'arcipelago delle Hawai con le nuove specie. Più piccolo indubbiamente il nostro, ma distinto dal splendido colore rosso uniforme. Nell'affascinante regno dell'oro rosso, però, è bene fare attenzione, non resistendo alla tentazione di possedere questo gioiello prezioso del mare. a quelli che sono i difetti congeniti o acquisiti. cromatici o morfologico-strutturali. No, quindi, al corallo grasso, che si presenta poroso;

L'UOMO, FIN DALL'ANTICHITA'. HA PRELEVATO DAL MARE L'ORO ROSSO, SUL QUALE HA CREATO STORIE E LEGGENDE. IL CORALLO, CHE VIVE SOLO IN ACQUE PURISSIME, SI STA RAREFACENDO IN TUTTI I MARI DEL MONDO PER IL CRESCENTE INQUINAMENTO.

a quello canniato con lesioni in senso longitudinale all'asse; a quello camorato, poroso e sbiadito. Altrettanto imperfetto il corallo legnammoso, tendente al marroncino quello affasciato, con venature

CREARE DEI GIOIELLI COL CORALLO NON E' SOLO UN FATTO MECCANICO, ANCHE SE ATTUALMENTE LE TECNICHE E GLI ATTREZZI NE CONSENTONO UNA LAVORAZIONE PIU' ACCURATA E PRECISA E SEMPRE LA MANO DELL'UOMO AD ESSERE D1RETTAMENTE IMPEGNATA, E LA SUA FANTASIA A GIOCARE IL RUOLO PRINCIPALE.

simili a quelle del marmo; quello bruciato, dal colore alterato a seguito di processi chimici. Un gioiello di superficie liscia come un cabochon deve essere compatto e senza forellini. Nell'incisione Si può tollerare qualche imprecisione strutturale e cromatica ma nei piccoli lavori in corallo deve essere perfetto, perché l'incisione stessa è minuta. Nelle sculture, invece, e il soggetto e l'abilità dell'autore a prevalere. Si suppone che 1'uomo abbia cominciato a lavorare il corallo fin dalla preistoria. Frammenti lavorati sono stati trovati a Basilea tra i resti di una palafitta neolitica (8000 a.C.); ma il più antico inciso è stato scoperto nella grotta dei Piccioni. in provincia di Chieti: un idoletto di corallo di cm 3x4. E interessante scoprire come dopo decine di migliaia di anni di corallo, sebbene con tecniche c apparecchiature diverse, subisca prevalentemente

I GIOIELLI CHE APPAIONO IN QUESTO SERVIZIO SONO STATI REALIZZATI DAI FRATELLI MAROGNA DI ALGHERO NEL LORO LABORATORIO I QUALI Cl HANNO GENTILMENTE CONCESSO DI FOTOGRAFARLI. ALCUNI FANNO PARTE DELLA LORO COLLEZIONE PRIVATA E RIPRODUCONO ANTICHI MONILI

le stesse trasformazioni. Oggi la spallatura non si fa più con una pesante spada e la tenaglia ma con la sega circolare elettrica diamantata. Il taglio è sempre con la sega diamantata e non più con lima, tenaglia e spada. Alla grossa mola di pietra arenaria per l'aggarbatura e subentrata una mola di carborundum azionata elettricamente. ed anche nella foratura alla mano dell'uomo si è sostuita la veloce macchina. cosi come la mola elettrica sostituisce la lima nell'arrotondatura Ma e ancora la mano dell'uomo a selezionare, infilare, restaurare, incidere e creare. Come lo è stato fin dal tempi lontanissimi, questo dono della natura è tenuto in grande considerazione ancora oggi e si continua a considerarlo il gioiello più prezioso del mare e, lasciatecelo dire, anche il più… caro!

© Su gentile concessione dell'autrice

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