IMMERSIONI AD ALGHERO - GROTTA DEI CERVI - ZONA DI PUNTA GIGLIO - SARDEGNA
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Vero paradiso delle grotte nel Mediterraneo!!!
GROTTA DEI CERVI
O DI PUNTA GIGLIO
Profondità min.: o mtProfondità max -15mtIngressi o aperture 2Livello semi speleoDifficoltà nessunaSegni particolari Grande importanta scientificaSotto Punta Giglio esiste un raro sistema di grotta a tre livelli nella parte interna della punta ed una attigua nella parte esterna che si apre con una grande arcata ad una profondità di circa 15/20 m. La caratteristica che ne fa una delle grotte più importanti della Sardegna e di tutto il Mediterraneo in senso scientifico è quella di avere conservato in una nicchia semiaffiorante del laghetto interno, ed inglobato in colate di calcite e stalattiti, un giacimento fossile di cervi sardi, ormai estinti, con una miriade di ossa, diversi crani con ben visibili le relative corna. La scoperta risale al sett. del ‘95 ed è stata fatta proprio durante una immersione turistica guidata da Marco Busdraghi. Si suppone che i Cervi all'epoca popolavano numerosi la zona, in un periodo compreso tra ca 120.000 e ca 75.000 anni. Questi per proteggersi da probabili eventi naturali quali temporali, accompagnati da fulmini e lampi, o tempeste di vento, si ammucchiavano all'interno della grotta esterna, perfettamente visibile ancora adesso, ubicata proprio sotto la parete di Punta Giglio. Una lunga e stretta apertura nella parte interna della cavità faceva da trabocchetto agli animali che cadevano numerosi nella grotta sottostante, attualmente allagata e comunicante con l'esterno tramite uno stretto cunicolo. Nel tempo il giacimento si è conformato assieme a fango, sabbia, detriti, ciottoli e sassi e ossa di altri piccoli animali. Una parte di questo si è solidificato per l'azione millenaria del particolare fenomeno che struttura generalmente le grotte, la soluzione delle rocce calcaree da parte dell'acqua. In alcuni punti infatti si sono create stalattiti assieme a bianchissime e delicate forme tondeggianti simili a profitterolles rivestiti di panna montata. Una volta che il livello delle acque è salito gradualmente fino ai livelli attuali, il giacimento è stato "lavato" per l'azione dinamica delle onde, rimanendo così solo la parte solidificata. Lo testimonia il fatto che una piccola stalagmite, per intenderci quelle che si formano dal basso, è cresciuta proprio sopra un cranio, riconoscibile per tutto l'arco dentale ancora attaccato alla mascella e per la calotta cranica. Per accedere alla piattaforma ed osservare comodamente il giacimento è necessario levare il gav e le pinne.
Nella parte esterna le pareti sprofondano fino a ca 18/20 mt e attraverso una grande apertura si penetra in un ambiente che presenta diverse nicchie, in alcune delle quali vi è radicata ancora una gran quantità di corallo, in alcuni punti concentrato ed in altri sparso nelle volte assieme a leptosamnia e parazoanthus. Nei periodi di maggio giugno è possibile incontrare diverse cicale di grandi dimensioni. Una volta il salone interno era popolato di cernie e corvine di grande taglia, che ancora oggi talvolta è possibile osservare.
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Il giacimento fossile di Megacerhus Cazioti
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